Filologica a congresso: “Giù le mani dalla nostra Autonomia”

di Nicola Cossar

Il presidente Vicario: “Se qualcuno pensa di liquidare questa esperienza lo deve chiedere a noi, che abbiamo titolo per parlare dell’identità friulana”

ZOPPOLA. «Giù le mani dalla nostra autonomia. Anzi, tutti i nostri politici lavorino per allargarla, come hanno fatto in Trentino e nel Sud Tirolo. E se qualcuno pensa di liquidare questa autonomia regionale, lo deve chiedere a noi, che abbiamo titolo per parlare dell’identità friulana: abbiamo quasi un secolo di storia alle spalle, ricco di lavoro, di conoscenza, cultura e insegnamento. Vengano da noi della Filologica».

Dalla Zoppola per un giorno capitale della marilenghe - con il congresso della Sff - il presidente Federico Vicario rivolge un richiamo, forte, fortissimo, al mondo della politica e alle sue strategie troppo spesso slegate dal territorio, dalla realtà storica e culturale della nostra regione e più vicina invece a logiche e a tattiche di schieramento.

Vicario non alza la voce, parla con la forza delle idee e chiama i politici ad assumersi le loro responsabilità in questo delicato quanto cruciale momento di cambiamento più ricco di ombre che di luci.

Preoccupazione condivisa dal presidente della Provincia di Pordenone, Claudio Pedrotti: «È un momento cruciale per l’identità, sorella dell’autonomia. Parlo da pordenonese: il nostro ruolo e il nostro peso devono cambiare in questa regione i cui la nostra potenza economica è poco considerata, se no addirittura disconosciuta».

Allora? «Allora bisogna scendere in campo: a giorni terremo gli stati generali pordenonesi per ribadire le nostre convinzioni e presentare le nostre proposte per un Friuli Venezia Giulia che finalmente rispetti gli equilibri, la storia e le peculiarità del territorio. È finita l’epoca dell’individualismo, il nostro futuro passa attraverso la capacità di essere uniti in un grande progetto. O per la nostra identità sarà finita».