Sposini colpiti dal terremoto nel centro Italia: il Friuli offre il matrimonio

di Anna Casasola

Sabato le nozze dei maceratesi Alessandro e Valery. Catering, fiori e bomboniere sono made in Udine. L’idea di uno chef di Valeriano dopo il sisma del 24 agosto 2016: 9 aziende hanno aderito all’iniziativa

Sposini colpiti dal terremoto nel centro Italia: il Friuli offre il matrimonio

Alessandro e Valery coroneranno sabato il loro sogno d’amore e si uniranno in matrimonio. Il loro, però, non è un matrimonio qualunque: è quello di due giovani innamorati al quale il terremoto ha portato via tutto, anche la possibilità di sposarsi. I futuri sposi, entrambi residenti in provincia di Macerata, erano stati costretti a ritirare le pubblicazioni di matrimonio a causa del terribile sisma del 24 agosto scorso.

Ma ad aiutare la giovane coppia, 28 anni lei e 29 lui, a fare della giornata di sabato il giorno più bello della loro vita, sarà una compagine tutta friulana che ha deciso di regalare loro tutto il matrimonio. Ma proprio tutto: dal servizio catering alle bomboniere, dai fiori al servizio fotografico, anche il video nuziale e l’intrattenimento.

L’idea è nata da uno dei due soci de Il Platina di San Daniele: Claudio De Stefano, originario di Valeriano (frazione di Pinzano al Tagliamento, in provincia di Pordenone) ma ormai sandanielese a tutti gli effetti, il terremoto del Friuli se lo ricorda bene, anche la sua Valeriano era stata gravemente danneggiata dalle scosse del 1976. Era stata chiara fin da subito, dopo le prime notizie sulle fortissime scosse che avevano devastato il Centro Italia, la voglia di fare qualcosa. «Assieme al mio socio ci siamo messi a pensare a qualcosa che potesse essere di aiuto a quella gente, un aiuto concreto», ricorda Claudio. «Attraverso un gesto, attraverso qualcosa che sappiamo fare bene. Ci è venuto in mente di cercare qualche coppia che in quei giorni aveva deciso di sposarsi e che, proprio a causa del sisma, non ha più potuto farlo, e di donare loro il nostro servizio».

In autunno hanno contattato tutti i Comuni interni alla zona più colpita dal terremoto, la cosiddetta zona rossa. «Abbiamo avuto i nomi di una coppia, Alessandro e Valery, appunto», spiega. «Alla fine di agosto erano in procinto di sposarsi, ma il sisma ha mandato tutto all’aria, niente matrimonio. Alessandro è di Visso (Macerata), Valery di Morovalle (Macerata): il terremoto ha gravemente lesionato le case delle famiglie di entrambi. Li abbiamo contattati i primi di dicembre e abbiamo detto loro quello che ci sarebbe piaciuto fare. I ragazzi, credendo si trattasse di uno scherzo, ci hanno ascoltati, ma ci hanno liquidati freddamente, accennando al fatto che non erano interessati. Prima di salutarci li abbiamo invitati a controllare le nostre referenze su Internet. Dopo una settimana Alessandro ci ha chiamati, scusandosi, e da lì abbiamo fatto una lunga chiacchierata».

E proprio parlando con Alessandro il ristoratore sandanielese si è reso conto che il catering è parte fondamentale di uno sposalizio, ma non certo l’unica. «Ho chiamato molti professionisti che si occupano di matrimoni», spiega De Stefano. «A ogni telefonata un’adesione convinta, subito, senza riserve».

A donare i propri servizi sono state aziende di tutto il Friuli: l’Angolo del Fiore di Udine per l’allestimento floreale, la Pasticceria San Giacomo di Fagagna per la torta nuziale, la Cooperativa il Piccolo principe di Casarsa della Delizia (Pordenone) per le bomboniere, Globus di Pavia di Udine per il noleggio delle strutture, lo Studio Morlotti di Udine per il servizio fotografico, Davide Cancian di Udine per il video, Gabriele Secco Spilimbergo di San Daniele per la stampa dei menu e del tableau mariage, Paolo Grimaz di Reana del Rojale per il servizio Free bar, Dj Gravy di Ragogna per l’intrattenimento musicale.

Carta bianca dagli sposi per gli chef che proporranno un menù tutto made in Friuli: gli invitati saranno 120 e lo sposalizio, dopo la celebrazione in Chiesa, proseguirà in una dimora storica di Loro Piceno. «Unica richiesta arrivataci dalla sposa quella di avere al suo tavolo e a quello a fianco quelli che ormai per lei sono “gli amici” friulani».

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